Il mio studio

Dove si studia

Probabilmente non tutte le scuole (intese come complessi architettonici) riescono nell’intento, ma l’obiettivo lodevole di queste strutture è quello di dare agli studenti ed agli insegnanti un luogo adatto, accogliente, sicuro ed adeguatamente attrezzato, affinché le attività didattiche che vi si svolgano possano essere condotte nel migliore dei modi. Spesso stare chiusi tra quattro mura è frustrante, specie quando fuori c’è una bella giornata di primavera, ed allora ecco che qualche illuminato professore decide di parlare di Filosofia della Scienza seduto su una panchina nel parchetto antistante il Liceo.

Il concetto è semplice: l’ambiente di lavoro, da un lato, deve dare la minima distrazione possibile, dove per distrazione non intendo la naturale e vitale necessità dell’uomo di “staccare” ma la disattenzione indesiderata causata da un evitabile fattore esterno; dall’altro, deve mettere a disposizione quegli ausili, tecnologici e non, che consentono all’insegnante di essere efficace e di coinvolgere lo studente, anche con qualche espediente.

Ecco perché, anche nell’ambito della lezione privata, ritengo ci sia una differenza enorme tra fare lezione in un angolo ricavato dal tavolo della cucina ed invece approfittare di una stanza appositamente dedicata allo studio, utilizzando una lavagna professionale e potendo attingere ad una libreria fornita ed a cancelleria adeguata.

Il mio studio si trova all’ultimo piano di casa mia, nel comune di San Genesio ed Uniti, a due passi da Pavia. Sono facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, il capolinea delle linee 1 e 23 sono raggiungibili con 2 minuti di cammino. In certi casi, se la giornata, gli argomenti trattati e l’attenzione dello studente lo permettono, si sfrutteranno gli spazi a disposizione all’aperto, la terrazza, il portico o il giardino.

 

Avrete capito che sono alquanto tradizionalista, ma non rifuggo la tecnologia; sono stata una delle prime utilizzatrici di ebook in Italia, quando il Kindle non era ancora sul mercato; ho un iPad, che utilizzo saltuariamente per studiare e per aiutarmi nell’insegnamento; comunico con i miei studenti e con le loro famiglie con quegli stessi strumenti che utilizziamo nel quotidiano: e-mail, Whatsapp; ho sperimentato, con successo, l’insegnamento remoto, fatto tramite Skype e con l’ausilio di lavagna virtuale e tavoletta grafica.

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